Sono sette anni che frequento Alateen. È mio padre che è alcolista. Lo è da sempre, ma mia madre non se n’è resa conto che dieci anni dopo il loro matrimonio. All’inizio non sapeva come comportarsi, poi è andata ad Alanon. E mio padre è finalmente andato dagli A.A. Dopo mia madre ha parlato, a mio fratello e a me, del problema dell’alcolismo e ci ha proposto il gruppo Alateen.

Bene, non sapevo assolutamente che cosa aspettarmi. La prima volta che ci sono andata, ho potuto raccontare le cose più toccanti che avevo vissuto. Poi, ho continuato perché ci trovo persone che capiscono i miei problemi e che hanno vissuto la stessa mia vicenda.

Prima di Alateen, stavo male nella mia pelle, ero “la tete de turc” della mia classe. Restavo nel mio angolo e non avevo amici. Ora ho preso fiducia in me stessa, e va molto meglio; ho parecchi amici. Per me è un grande cambiamento in rapporto al periodo precedente la frequentazione di Alateen.

A volte, ricasco in situazioni dove sono psicologicamente aggredita, come durante il mio viaggio di studi. Sono stata ignorata come nel periodo dell’alcolismo attivo, e ciò mi ha fatto male. Mi sono imposta di non piangere ed è per questo che mi sono ammalata. Fortunatamente, ho potuto telefonare ad altri partecipanti ad Alateen e, come sempre, questo mi ha molto aiutato. Penso che il lavoro che si fa su se stessi non è mai finito; si può sempre ricadere. Ma bisogna saper superare e andare avanti.

Senza Alateen, mi domando che cosa diventerei… Non qualcuno di equilibrato, in ogni caso!