“Per i membri della famiglia, l’alcolismo provoca un’incapacità progressiva di prevedere i propri comportamenti, in funzione della preoccupazione crescente e delle proprie reazioni rispetto alla persona che consuma alcol. Quando una persona si chiede se l’alcolismo è un problema, è sovente così.

I membri della famiglia hanno bisogno di sentirsi dire che le emozioni che provano sono una reazione normale all’alcolismo. Vivono spesso in una paura non ben definita, ma invadente. Hanno paura delle reazioni dell’alcolista e sono pronti ad avere la pace a tutti i costi. Si occupano delle fatture da pagare, degli incidenti e delle perdite di lavoro (quello dell’alcolista, ma anche, in alcuni casi, il loro).

A forza di provare a conciliarsi con il comportamento mutevole e irrazionale dell’alcolista, diventano confusi e si sentono sempre più colpevoli e preoccupati. Siccome la loro vita gira intorno al fatto di far smettere, tramite tentativi infruttuosi per manipolarlo e controllarlo, l’alcolista di bere, la maggior parte delle loro azioni non fanno che incitare l’alcolista a continuare a bere. I membri della famiglia sono intrappolati in un circolo nocivo e ripetitivo che li rende frustrati, in collera e soli. Si sentono impotenti e disperati.”

Betty Reddy in “Al-Anon di fronte all’alcolismo.”