Al-Anon, un programma per me


lesetapes1“Quando ho cominciato a venire alle riunioni Al-Anon, sono rimasta molto sorpresa nel sentir parlare gli altri partecipanti d’un “programma di recupero”. Le due parole mi hanno stupita: c’era dunque un programma e si poteva guarire!

lesetapes2Per me, questo “programma” a fatto la differenza rispetto alle altre terapie: si trattava di cambiare in modo concreto il mio comportamento, per smettere di essere una vittima e trovare la libertà d’essere me stessa.

Ascoltando gli altri esprimersi alle riunioni, ho dapprima capito come funzionavo: poiché vivevo in una negazione della realtà, che mi confondeva totalmente.

lesetapes3Ho anche capito i meccanismi dell’alcolismo. Già sapevo che l’alcolismo era una malattia, ma lì, alle riunioni, l’ho capito interiormente.

In seguito, sempre ascoltando gli altri, mi sono resa conto di quello che potevo cambiare per migliorare i miei rapporti con gli altri e con me stessa. Non sono subito stata capace di metterlo in pratica perché mi sentivo terribilmente colpevole di non fare più quello che avevo sempre fatto fino ad allora.

lesetapes4Qui il sostegno degli altri partecipanti è stato fondamentale. Potevo telefonare loro quando stavo male, quando volevo cambiare il mio comportamento, quando mio marito faceva cavolate.

Questa catena di solidarietà e d’amicizia che mi legava concretamente agli altri partecipanti tra una riunione e l’altra, mi ha dato il coraggio di cambiare.

lesetapes5Durante queste riunioni, ho ricevuto una “scatola degli attrezzi” che mi ha permesso di cambiare la mia vita in maniera inaspettata. E, con l’aiuto degli altri partecipanti, ho imparato a servirmi delle cose che conteneva.”lesetapes6

Géraldine