Testimonianza di Elena

Elena oggi ha 44 anni. Nove anni fa si è unita ai gruppi famigliari Al-Anon. Non si era mai resa conto dell’alcolismo di suo marito finché quest’ultimo non ha chiesto di essere internato in una clinica dove la malattia è stata diagnosticata. I suoi sbalzi d’umore e la sua irritabilità erano stati giustificati con la sua situazione professionale, con lo stress e una depressione cronica. Scoprendo la malattia di suo marito, Elena ha capito che doveva anche lei cercare aiuto.

Il principe azzurro

Volevo ritrovare il colpo di fulmine iniziale. Per anni sono rimasta aggrappata a quei primi periodi e a quell’immagine del principe azzurro. Non avevo voluto, o potuto, vedere che cambiava così tanto. Avevo dei momenti di lucidità in cui riuscivo a vedere che la nostra vita era diventata un inferno e che lui si comportava con me in modo inaccettabile ma, ogni volta, riusciva a rabbonirmi. Dopo questo genere di discussioni, inoltre mi dicevo:”Sono io che non so come prenderlo. È colpa mia.”. Ed ero ancora io a fargli delle scuse.

L’inaccettabile del quotidiano

Vivevo delle situazioni completamente aberranti, ma neanche me ne accorgevo perché è successo poco a poco, e mi sono abituata. Ero sicura d’aver sposato qualcuno di gentile. Era perfino la qualità più importante. È diventato cattivo, non fisicamente ma moralmente, e non sapevo difendermi. Mi dicevo:”Non è possibile. Domani, quando mi sveglio, sarà diverso.”. È inaccettabile nel quotidiano, ma non lo è diventato dall’oggi al domani.

Quello che Al-Anon ha cambiato

Ho capito che avevo la mia parte di responsabilità nel rapporto catastrofico che avevo con mio marito. Poteva permettersi tutto quello che voleva perché l’accettavo. È stato duro rendermi conto di questo, ma fortunatamente, non ero da sola nel fare questo lavoro. Avevo il sostegno degli altri partecipanti ai gruppi.

Prima, vivevo attraverso l’altro. Oggi, ho imparato a distinguere i miei sentimenti, che siano positivi o no. Prima, mi chiedevo sempre:” Ma si può fare? È socialmente accettabile?”. Non ero capace di prendere una decisione riguardo a me stessa. Ho imparato la libertà. Ho imparato ad essere in armonia con me stessa. Non devo più giustificarmi. È un grande regalo. Paradossalmente quindi, oggi, sono grata d’aver sposato un alcolista. Questa sofferenza, queste difficoltà mi hanno fatto evolvere verso una qualità di vita che prima non immaginavo.


Testimonianza di Esther

Esther ha 53 anni e viene ad Al-Anon da tre anni. Nonostante parecchie terapie, suo marito non è astinente.

La vergogna

All’inizio del nostro matrimonio, mio marito era simpatico ed intelligente, ma, con il passare degli anni, a causa dell’alcol, è diventato ordinario e addirittura volgare. Tornava a casa dal lavoro e andava subito a letto. Verso le ore 11 di sera, si alzava e andava non so dove. Rincasava alle ore 4 del mattino. Alle ore 8, mi chiedeva di chiamare al suo lavoro per dire che era malato. Evidentemente io lo facevo. Mi sentivo male, avevo vergogna ma non sapevo cosa fare. Succede lentamente. Non è che “Ti svegli una mattina ed hai un altro uomo accanto.”. È graduale. E ogni volta, gli trovavo delle scuse. Era più semplice che guardare in faccia alla situazione.

Controllare

La vergogna più grande della mia vita è stata quella di andare a comprare in un negozio un boccalino di due decilitri perché era ciò che gli concedevo ogni sera. Credevo di controllare qualcosa con il mio boccalino, quando invece, più tardi, mi ha confessato che spesso aveva già bevuto una bottiglia di whisky prima di rientrare a casa.

Grazie ad Al-Anon

Partecipando alle riunioni ho imparato che ero responsabile della mia felicità. Adesso, quando qualcosa non va, ho il coraggio d”identificare il problema e mi domando quello che posso cambiare. Ho cambiato totalmente la mia qualità di vita. Per la prima volta in vita mia, ho potuto dirmi:”Puoi pensare a te stessa. È normale. È bene. Non sei obbligata a mettere sempre gli altri in primo piano. Hai il diritto di dire no, se vuoi, e hai la responsabilità di fare ciò che vuoi, anche se gli altri non lo vogliono.”

Su questo sito potete anche leggere testimonianze di adolescenti e di figli adulti di alcolisti.