“La mia malattia? Dopo tutti questi anni passati a frequentare delle riunioni Al-Anon, questa mi sembra chiara. Assomiglia diabolicamente a quella di un alcolista. L’alcolista non voleva riconoscere di essere alcolista; ed io, non volevo riconoscere la gravità del problema. L’alcolista era ossessionato dal suo consumo; io ero ossessionata da lui: quello che faceva, quello che diceva, dov’era. Non sapevo nemmeno più ciò che provavo, ma sapevo quello che provava lui.”

Dorotea