“Quello che mi ha aiutato molto è stato capire che il rifiuto fa parte dell’alcolismo.

Prima di frequentare i gruppi Al-Anon, mi distruggevo nel tentativo di dimostrare a mia moglie che era alcolista. Cercavo di farle capire che il suo consumo era eccessivo, che non poteva smettere di bere quando voleva, che diventava insopportabile quando aveva bevuto. Non serviva a niente. Mi rispondeva sempre che lei era socievole e le piaceva divertirsi, e che io, al contrario, ero un rompiscatole. Sapeva che il suo consumo d’alcol era un problema, ma se me lo avesse confessato, avrebbe dovuto affrontarlo. E questo era quello che le faceva più paura. Frequentando i gruppi, ho capito che le mie parole erano inutili e che perdevo il mio tempo. Per aiutarla a uscire dalla sua negazione, ho invece smesso di nascondere agli altri tutto quello che non andava e ho lasciato che si assumesse le conseguenze delle sue azioni. Era difficile per entrambi, ma è quello che l’ha aiutata a guardare in faccia alla sua situazione.”

David